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IL FIORE DELLA SALUTE, IL RADICCHIO ROSSO DI TREVISO IGP
IL FIORE DELLA SALUTE, IL RADICCHIO ROSSO DI TREVISO IGP
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By Naturalmente Free - Isabella Vendrame

Il fiore della salute, il Radicchio Rosso di Treviso Igp
Isabella Vendrame - 03/12/2018,
Una particolare cicoria ricca di minerali ed antiossidanti, amica di fegato, cuore ed intestino.   
La prima cosa che mi è mancata quando da Treviso mi sono trasferita a Roma... è stato proprio il radicchio! Onnipresente sulla mia tavola dall’autunno a fine inverno. Crudo in insalata, in pinzimonio, nel risotto, sulla pasta, alla griglia, al forno... ogni giorno diverso, ogni giorno sempre più buono. 
Per molti secoli ha rappresentato il cibo povero delle campagne venete che i contadini cuocevano mentre i Dogi consumavano pasti luculliani. Oggi, invece, è diventato un ingrediente pregiato e, fuori dal suo territorio di eccellenza, spesso costoso e non sempre facile da reperire.
Il radicchio viene classificato in tardivo o precoce in base all’epoca di raccolta e in radicchio rosso, variegato o bianco, in base alla colorazione e alla forma della foglia. Non esiste solo il famoso rosso di Treviso, ci sono anche il tondo Radicchio Rosso di Chioggia Igp, "l’oro rosso della Bassa" e cioè il Radicchio di Verona Igp, il variegato di Castelfranco leggermente arricciato con venature che vanno dal rosso al violaceo, il radicchio bianco di Lusia ed, infine, il radicchio canarino dal colore giallo canarino coltivato a Gorizia. 
E’ formato dal 94% di acqua e ha solo 13 calorie per etto, risultando quindi indicato nell’alimentazione di chi è a dieta. Ricco di fibre, di minerali quali potassio, magnesio, fosforo, calcio, zinco, sodio, ferro, rame, manganese e vitamine del gruppo B, C, E, K. 
La presenza di fibre e di principi amari favoriscono la digestione e la produzione di bile che aiuta a digerire i grassi contribuendo a mantenere il fegato sano ed efficiente. 
Il radicchio, inoltre, contiene inulina, fibra che promuove la crescita di batteri buoni a livello intestinale, bloccando allo stesso tempo la crescita di quelli nocivi apportando benefici alla salute del colon. 
E’ ricco di antiossidanti quali le antocianine che aiutano a prevenire le malattie cardiovascolari e che contribuiscono a rallentare l’invecchiamento cellulare, la zeaxantina e la luteina che, invece, proteggono gli occhi. 
La presenza del triptofano, aminoacido essenziale, conosciuto come precursore per il neurotrasmettitore serotonina e l’ormone melatonina, agisce nel contrastare l’insonnia.  
Il Radicchio Rosso di Treviso I.G.P.
La provincia di Treviso rappresenta però le condizioni ideali per la sua produzione poiché è una terra ricca di acque
Dalla peculiare forma allungata, le foglie si presentano di colore rosso intenso con una nervatura bianca molto accentuata e una consistenza croccante. 
Le prime testimonianze della sua coltivazione risalgono al Cinquecento presso Dosson dove si narra che alcuni uccelli avrebbero lasciato cadere dei semi sul campanile del paese poi ritrovati dai frati che li avrebbero accuditi e coltivati. 
Qui, grazie a particolari tecniche come la forzatura e l’imbianchimento ancora oggi praticate e durante le quali i mazzi dopo la raccolta vengono posti in vasche riempite con acqua corrente risorgiva, questo povero alimento si trasforma nel pregiatissimo radicchio trevigiano. 
Secondo il disciplinare seguito, la fase di raccolta e il successivo imbianchimento vengono fatti non prima del mese di novembre e cioè dopo almeno due brinate. 
E’ necessario, infatti, che il gelo avvolga la cicoria per ben due volte affinchè il processo vegetazionale della pianta venga bloccato. 
Una curiosità... i semi del Radicchio Rosso di Treviso I.G.P. e del Variegato di Castelfranco sono andati in orbita sullo Shuttle nella missione del 1998 nell’ambito del progetto Sem della Nasa mirato alla sperimentazione degli effetti della microgravità sui semi e sulle piante. 
"Il radicchio di Treviso è un fiore commestibile: quando venga portato in tavola senz’essere prima condito, sembra, nella casalinga insalatiera, un mazzo d’orchidee in una preziosa coppa di porcellana." - Elio Zorzi, 1928

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